Fatine, topolini e denti da latte

C’è una favola che tramandiamo inossidabile, di generazione in generazione, legata ai dentini che cadono e all’essere magico che se ne appropria.
Il primo dente da latte cade intorno ai sei anni, quando si smette di essere piccoli senza esser ancora grandi, quando alla meraviglia tipica dei bambini si affiancano i primi disincanti, ma ancora si può credere alle favole.
Forse, sotto sotto, il fatto che i nostri bambini partecipino con gioia al rito di nascondere il dente appena caduto sotto il cuscino, affinché il topolino o la fatina lo scambi con una moneta, ci rassicura del fatto che, pur cresciuti, sono ancora i nostri piccolini.
Giorni fa ho aperto una scatola dei ricordi e ho ritrovato il primo dentino da latte di Giulia, con la lettera per il topolino.

Mi ha fatto sorridere ricordare la trattativa fatta con lei per togliere quel pezzetto d’avorio ormai penzolante. E mi sono resa conto che proprio da quel mercanteggiare di allora deriva, oggi, la mia abitudine di dire ai bambini che un dentino estratto vale molto di più di uno che cade da solo. Ed è per questo scrivo io stessa alla fatina lettere di raccomandazione per i miei piccoli pazienti (il caro topolino forse è andato in pensione o forse si è trasferito. Spero di incontrarlo ancora, prima o poi!)

Ricordiamo sempre che, mentre crescono “i denti davanti”, come diceva la canzone dello Zecchino d’oro, compaiono in bocca anche i primi molari permanenti. Sono dei denti furbetti che spuntano di nascosto dietro l’ultimo dente deciduo. Teniamoli d’occhio, perché spesso vengono scambiati per denti da latte.

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